La sindrome di Angelman (AS) è un raro grave disturbo neurogenetico che colpisce circa 1 persona su 20 000. I bambini con AS presentano tipicamente gravi ritardi nello sviluppo, assenza o scarsità del linguaggio, difficoltà motorie, disturbi del sonno, epilessia e un profilo caratteristico dell’elettroencefalogramma or EEG (onde cerebrali). La condizione è dovuta alla mancanza di una copia funzionante del geneUBE3Anei neuroni del cervello: sebbene ognuno abbia due copie del gene (una da ciascun genitore), solo quella materna è attiva nei neuroni. Se questa copia manca o non funziona, insorge la sindrome di Angelman. La copia paterna di UBE3A è presente ma normalmente disattivata nei neuroni. Gli scienziati hanno ipotizzato che una terapia in grado di “risvegliare” questa copia silenziata nei neuroni potrebbe contribuire a ristabilire parte della funzionalità perduta. Rugonersen è un nuovo promettente farmaco sperimentale (antisense oligonucleotide o ASO) progettato proprio per questo scopo: agire sul meccanismo naturale che silenzia la copia paterna e riattivare UBE3A nel cervello per trattare la causa principale del disturbo.
Cosa ha fatto lo studio?
Lo studio clinico, chiamato TANGELO, è uno studio di fase 1 “first-in-human” volto a valutare la sicurezza, la tollerabilità, il comportamento farmacocinetico e gli effetti sulla funzione cerebrale e sugli esiti dello sviluppo di rugonersen nei bambini affetti da AS.
Principali caratteristiche dello studio:
Come sono state misurate le modifiche nella funzione cerebrale e del neurosviluppo?
I ricercatori hanno utilizzato diversi strumenti per raccogliere dati all’inizio dello studio (chiamato baseline o basale) e poi ripetuti durante lo studio. I risultati dopo il trattamento sono stati confrontati con il basale di ciascun bambino e con la progressione attesa nei casi non trattati (dati di storia naturale).
Quali sono i risultati dell studio?
Sicurezza:
Attività cerebrale (EEG):
Neuroviluppo e progressi comportamentali:
Perché è importante?
Questo è il primo studio pubblicato su un trial clinico in Angelman syndrome che mostra che una terapia mirata alla causa genetica può potenzialmente portare a cambiamenti misurabili nell’attività cerebrale e progressi nello neurosviluppo. I risultati EEG suggeriscono che rugonersen potrebbe ripristinare parte della funzione di UBE3A e, di conseguenza, modificare l’attività cerebrale in modo significativo. I miglioramenti osservati con diversi strumenti supporta l’idea che questi cambiamenti nella funzione cerebrale possano tradursi in un beneficio clinico.
Quali sono i prossimi passi?
Pur essendo molto incoraggianti, i risultati derivano da uno studio in aperto or open label cioè in cui tutte le famiglie sapevano di ricevere il trattamento, e non c’è stato un braccio di controllo. Di conseguenza, i risultati devono essere confrontati con quelli della storia naturale, rendendo le conclusioni meno robuste. Per disporre di dati sufficienti su efficacia e sicurezza e per valutare il profilo beneficio/rischio di rugonersen, è necessario un trial più grande, controllato con placebo di Fase 3 — e un tale studio è attualmente in progettazione. Il percorso verso una terapia che modifichi la malattia per la sindrome di Angelman è ancora in corso, ma questo studio rappresenta una tappa importante e una speranza concreta per le famiglie e la comunità AS in tutto il mondo.

Fast Italia ETS si impegna ad aiutare le persone che vivono con la sindrome di Angelman a realizzare il loro pieno potenziale e migliorare la qualità della vita.
